Oct 28, 2026 · 28 min · 9 segments
Roberto Gualtieri sostiene che la crisi abitativa di Roma non sia colpa dei turisti, ma della mancanza di politiche pubbliche per la casa. Intervistato da Chiara Albanese e Flavia Rotondi, il sindaco…
Chiara AlbaneseHostCarlo Canepa
Flavia RotondiHost
Sindaco, nella politica, nella gestione della cosa pubblica, è inutile nasconderlo, i soldi, eh, hanno un ruolo importante.


Eh, quali sono le, le opere, i cambiamenti di cui è particolarmente fiero, ha realizzato in questi ultimi anni e quelli che vorrebbe vedere portati a termine prima magari della fine del suo mandato?
Beh, noi abbiamo cercato di trasformare la città, non solo di manutenerla, e anche lì c'era tanto arretrato.
Abbiamo cercato più risorse, anche trovato quelle non spese nei cassetti, che erano tante.
Abbiamo ottenuto soldi, ce li siamo battuti per averli per il Giubileo del PNRR, ma anche abbiamo aumentato la capacità di fare investimenti al nostro bilancio, efficientandolo, contrastando l'evasione della Tari, dell'IMU, ehm, aumentando la tassa di soggiorno, insomma cercando di reperire risorse per fare investimenti per migliorare la città.
Tante cose le abbiamo fatte e ci sono tanti interventi di cui vado orgoglioso, anche perché, eh, hanno mostrato un modo diverso in cui la città può essere: Piazza Pia mostra che si può avere più piazze pedonali, più spazi diciamo comuni.
Abbiamo a Viale Ipponio to-- eliminato una strada e realizzato un parco in un'area.
E ma al di là del singolo intervento, quello di Piazza Pia è stato particolarmente sfidante, anche perché avevamo pochissimo tempo, quindi è stata un po' una scommessa che potevamo, diciamo, romperci l'osso del collo, non chiudendo il cantiere quando il Papa avrebbe aperto la porta santa.
Però forse quello che è il risultato di cui vado più fiero è che adesso c'è più fiducia, anche la città può cambiare.
Abbiamo anche alzato l'asticella e quindi magari si chiede giustamente anche più qualità.
Prima Roma era un po' depressa, era un po' quasi rassegnata, non dico abituata, ma proprio rassegnata a, a una nel migliore dei casi mediocrità, nel peggiore una situazione di crisi in cui eravamo, eeeh, la, la pecora nera su qualsiasi caso al mondo.
E invece adesso c'è anche un po' l'orgoglio che a Roma si possono fare cose molto belle, avere la fermata della metropolitana più bella del mondo, avere dei parchi, pedonalizzare delle strade, essere insomma anche vedere magari che, che puliscono i semafori, la, la, l'AMA e cose che, che dovrebbero essere normali, ma che appunto piano piano stiamo rendendo tali, ma anche appunto cercando di trasformare.
Poi noi vogliamo proseguire questa trasformazione, renderla più capillare, quindi migliorare proprio la bellezza, la grande bellezza del centro deve essere accessibile a tutti.
Stiamo rifacendo col Carme tutta l'area dei Fori Imperiali, ma appunto la bellezza deve essere in qualsiasi quartiere, anche in quelli più lontani dal centro.
Quindi nei prossimi anni noi stiamo programmando non solo di mettere a regime un livello molto più alto di manutenzione, di pulizia, ma anche di proseguire questa riqualificazione degli spazi per averli più verdi, più vicini ai servizi e poi naturalmente di migliorare la connettività, la, la, dei trasporti innanzitutto, e quindi di avere metropolitane, tramvie, di trasformare anche le nostre ferrovie urbane in metropolitane di superficie, quindi avere una città Dove ci si muove meglio, dove gli spazi siano più belli, più a misura di persona, dove i servizi siano vicini ai cittadini, dove ci sia al tempo stesso tecnologia.
Eeeh, siamo molto avanti con la digitalizzazione, ma anche al tempo stesso prossimità, vicinanza, senso di comunità, persone che si aiutano, si conoscono, si danno da fare.
Adesso per esempio, per manutenere i tanti spazi pubblici che abbiamo aperto facciamo i patti di collaborazione, associazioni di cittadini ci aiutano.
Ecco, questa idea della partecipazione, dei cittadini diventano protagonisti un po' del miglioramento della città è quello che vorremmo fare con grande, insomma, diffusione nei prossimi anni.

Sindaco, nella politica, nella gestione della cosa pubblica, è inutile nasconderlo, i soldi, eh, hanno un ruolo importante.


Eh, quali sono le, le opere, i cambiamenti di cui è particolarmente fiero, ha realizzato in questi ultimi anni e quelli che vorrebbe vedere portati a termine prima magari della fine del suo mandato?
Beh, noi abbiamo cercato di trasformare la città, non solo di manutenerla, e anche lì c'era tanto arretrato.
Abbiamo cercato più risorse, anche trovato quelle non spese nei cassetti, che erano tante.
Abbiamo ottenuto soldi, ce li siamo battuti per averli per il Giubileo del PNRR, ma anche abbiamo aumentato la capacità di fare investimenti al nostro bilancio, efficientandolo, contrastando l'evasione della Tari, dell'IMU, ehm, aumentando la tassa di soggiorno, insomma cercando di reperire risorse per fare investimenti per migliorare la città.
Tante cose le abbiamo fatte e ci sono tanti interventi di cui vado orgoglioso, anche perché, eh, hanno mostrato un modo diverso in cui la città può essere: Piazza Pia mostra che si può avere più piazze pedonali, più spazi diciamo comuni.
Abbiamo a Viale Ipponio to-- eliminato una strada e realizzato un parco in un'area.
E ma al di là del singolo intervento, quello di Piazza Pia è stato particolarmente sfidante, anche perché avevamo pochissimo tempo, quindi è stata un po' una scommessa che potevamo, diciamo, romperci l'osso del collo, non chiudendo il cantiere quando il Papa avrebbe aperto la porta santa.
Però forse quello che è il risultato di cui vado più fiero è che adesso c'è più fiducia, anche la città può cambiare.
Abbiamo anche alzato l'asticella e quindi magari si chiede giustamente anche più qualità.
Prima Roma era un po' depressa, era un po' quasi rassegnata, non dico abituata, ma proprio rassegnata a, a una nel migliore dei casi mediocrità, nel peggiore una situazione di crisi in cui eravamo, eeeh, la, la pecora nera su qualsiasi caso al mondo.
E invece adesso c'è anche un po' l'orgoglio che a Roma si possono fare cose molto belle, avere la fermata della metropolitana più bella del mondo, avere dei parchi, pedonalizzare delle strade, essere insomma anche vedere magari che, che puliscono i semafori, la, la, l'AMA e cose che, che dovrebbero essere normali, ma che appunto piano piano stiamo rendendo tali, ma anche appunto cercando di trasformare.
Poi noi vogliamo proseguire questa trasformazione, renderla più capillare, quindi migliorare proprio la bellezza, la grande bellezza del centro deve essere accessibile a tutti.
Stiamo rifacendo col Carme tutta l'area dei Fori Imperiali, ma appunto la bellezza deve essere in qualsiasi quartiere, anche in quelli più lontani dal centro.
Quindi nei prossimi anni noi stiamo programmando non solo di mettere a regime un livello molto più alto di manutenzione, di pulizia, ma anche di proseguire questa riqualificazione degli spazi per averli più verdi, più vicini ai servizi e poi naturalmente di migliorare la connettività, la, la, dei trasporti innanzitutto, e quindi di avere metropolitane, tramvie, di trasformare anche le nostre ferrovie urbane in metropolitane di superficie, quindi avere una città Dove ci si muove meglio, dove gli spazi siano più belli, più a misura di persona, dove i servizi siano vicini ai cittadini, dove ci sia al tempo stesso tecnologia.
Eeeh, siamo molto avanti con la digitalizzazione, ma anche al tempo stesso prossimità, vicinanza, senso di comunità, persone che si aiutano, si conoscono, si danno da fare.
Adesso per esempio, per manutenere i tanti spazi pubblici che abbiamo aperto facciamo i patti di collaborazione, associazioni di cittadini ci aiutano.
Ecco, questa idea della partecipazione, dei cittadini diventano protagonisti un po' del miglioramento della città è quello che vorremmo fare con grande, insomma, diffusione nei prossimi anni.
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