Sep 22, 2026 · 16 min · 8 segments
In questa puntata di *Merlino*, Gloria Ghioni dialoga con **Marco Amerighi**, autore del romanzo **Quanto splende questo nero (Bollati Boringhieri)**. Partendo dalla storia del primo pittore…
Marco AmerighiGuest
Gloria GhioniHost
Eh, mi viene da dirti cheee senza, eh, la luce non ci sarebbe l'ombra e viceversa, e senza l'una o né l'altra non avremmo questa complessità, eh, che invece è propria proprio dell'essere umano.


Il primo è quello più infantile: lui ama moltissimo i suoi genitori, ama molto la madre Emilia, che accompagnerà sempre Lorenzo, eh, fisicamente e non.

E l'altro è Rinaldo, il padre, verso il quale all'inizio Lorenzo ha un grande amore.

E però poi c'è un cambiamento perché, ehm, Lorenzo cresce in un contesto un po' particolare, anarchico, politi-politicamente molto forte.

Quando raggiunge la giovinezza capisce che il padre ha commesso un tradimento, cioè il padre ha abbandonato la libertà dei campi perché era pastore per diventare servitore, eh, nella villa reale dei Borbone.

E allora lui cresce con questo cruccio e dice: "Io non sarò mai come lui, io resterò sempre uguale a me stesso".

E anche quando i grandi gli diranno: "Ma per chi lo fai? Non vendi un quadro".

E quando diventa adulto e si sposa e ha dei figli arriva lo scontro con la realtà, arriva il compromesso.

E quindi ecco, se dovessi proprio riassumerti un personaggio in cui davvero mi sono rivisto molto, eh, da una parte c'è un vettore che lo porta a inseguire una unicità, il suo essere inclassificabile, e dall'altro invece però il desiderio di appartenere a un gruppo di simili che lo riconoscano e lo facciano sentire amato, che poi è quello che, quello che cerchiamo tutti, no? Dove sta l'equi-l'equilibrio molto molto difficile.

E poi se vuoi ti aggiungo anche questo: eh, studiando per il libro ho scoperto che per costruire in pittura il bianco perfetto, cioè il bianco ottico, si aggiunge una goccia di nero.

E allora ho pensato che nella vita di Lorenzo, ma anche nelle nostre vite, anche nei momenti più neri, più difficili, c'è qualcosa che splende, c'è qualcosa come una lucciola in un prato di notte o una brace che sta sotto il fuoco che ha bisogno di essere riaccesa.

Secondo me la storia di Lorenzo Viani fa questo, cioè ci dà la possibilità di inseguire quella luce anche quando là fuori insomma ci sembra tutto molto nero.

Eh, mi viene da dirti cheee senza, eh, la luce non ci sarebbe l'ombra e viceversa, e senza l'una o né l'altra non avremmo questa complessità, eh, che invece è propria proprio dell'essere umano.


Il primo è quello più infantile: lui ama moltissimo i suoi genitori, ama molto la madre Emilia, che accompagnerà sempre Lorenzo, eh, fisicamente e non.

E l'altro è Rinaldo, il padre, verso il quale all'inizio Lorenzo ha un grande amore.

E però poi c'è un cambiamento perché, ehm, Lorenzo cresce in un contesto un po' particolare, anarchico, politi-politicamente molto forte.

Quando raggiunge la giovinezza capisce che il padre ha commesso un tradimento, cioè il padre ha abbandonato la libertà dei campi perché era pastore per diventare servitore, eh, nella villa reale dei Borbone.

E allora lui cresce con questo cruccio e dice: "Io non sarò mai come lui, io resterò sempre uguale a me stesso".

E anche quando i grandi gli diranno: "Ma per chi lo fai? Non vendi un quadro".

E quando diventa adulto e si sposa e ha dei figli arriva lo scontro con la realtà, arriva il compromesso.

E quindi ecco, se dovessi proprio riassumerti un personaggio in cui davvero mi sono rivisto molto, eh, da una parte c'è un vettore che lo porta a inseguire una unicità, il suo essere inclassificabile, e dall'altro invece però il desiderio di appartenere a un gruppo di simili che lo riconoscano e lo facciano sentire amato, che poi è quello che, quello che cerchiamo tutti, no? Dove sta l'equi-l'equilibrio molto molto difficile.

E poi se vuoi ti aggiungo anche questo: eh, studiando per il libro ho scoperto che per costruire in pittura il bianco perfetto, cioè il bianco ottico, si aggiunge una goccia di nero.

E allora ho pensato che nella vita di Lorenzo, ma anche nelle nostre vite, anche nei momenti più neri, più difficili, c'è qualcosa che splende, c'è qualcosa come una lucciola in un prato di notte o una brace che sta sotto il fuoco che ha bisogno di essere riaccesa.

Secondo me la storia di Lorenzo Viani fa questo, cioè ci dà la possibilità di inseguire quella luce anche quando là fuori insomma ci sembra tutto molto nero.
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