Sep 29, 2026 · 12 min · 8 segments
In questa puntata di Merlino, Gloria Ghioni dialoga con **Francesco Carofiglio**, autore del romanzo *Camillo, il piccolo topo di biblioteca* (Garzanti). Partendo dalla storia di Nina e del suo…
Francesco CarofiglioGuest
Gloria GhioniHost
Ecco, ad esempio leggendolo, ti dico in più situazioni mi sono proprio chiesta: allora è vero che quando i bambini leggono e lo fanno con passione riescono ad arrivare in luoghi dove gli adulti non arrivano più?

Sì, questo-- su questo non c'è dubbio C'è una forma di, mmm, approccio alla lettura che è quello della lettura nel corso dell'infanzia che solo alcuni, eh, grandi lettori continuano ad avere nel corso della vita.

Poi intendiamoci, ci vogliono anche i libri che ci stupiscano, eh, insomma, non è solo un approccio attivo, è necessario il rapporto biunivoco tra lettore e opera letta.

Io cerco, per esempio, personalmente, se è possibile, libri che abbiano questa caratteristica, che generino stupore.

I bambini si stupiscono, eh, perché quello che fanno non è, come dire, immagazzinare informazioni leggendo, ma creare informazioni, cioè il rapporto si inverte.

Infatti io sono dell'idea che i buoni libri, e lo dico da lettore, sono quelli che mi consentono di avere uno spazio in cui creare la mia storia leggendo.

E in effetti devo dire che Nina riesce ad arrivare al piacere delle storie anche perché non è da sola.

E quindi a volte mi chiedo se il nodo non stia proprio qui, cioè i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di qualcuno che li accompagni alla scoperta delle storie o che dia perlomeno il buon esempio?

Eh, io non penso che sia molto utile accompagnare troppo i bambini nella lettura.

Anche la presenza-- sì, a volte i bambini vogliono la presenza di un genitore che magari racconta la storia e questo va benissimo, è una cosa meravigliosa, lo dico per esperienza personale di, di, di quando ero piccolo e amavo ascoltare le storie raccontate per esempio da mia madre, che era una grande affabulatrice.

Però è anche bello sapere che quel territorio è tutto tuo e in quel territorio ci entri solo tu.

Ecco, questa dimensione proprio privata, intima del racconto silenzioso che una storia genera è un patrimonio che non va speso in maniera, come dire, con leggerezza.

Poi le storie sono tutte delle storie misteriose, anche quelle meno misteriose, se siamo capaci di entrarci, ecco.

Ecco, ad esempio leggendolo, ti dico in più situazioni mi sono proprio chiesta: allora è vero che quando i bambini leggono e lo fanno con passione riescono ad arrivare in luoghi dove gli adulti non arrivano più?

Sì, questo-- su questo non c'è dubbio C'è una forma di, mmm, approccio alla lettura che è quello della lettura nel corso dell'infanzia che solo alcuni, eh, grandi lettori continuano ad avere nel corso della vita.

Poi intendiamoci, ci vogliono anche i libri che ci stupiscano, eh, insomma, non è solo un approccio attivo, è necessario il rapporto biunivoco tra lettore e opera letta.

Io cerco, per esempio, personalmente, se è possibile, libri che abbiano questa caratteristica, che generino stupore.

I bambini si stupiscono, eh, perché quello che fanno non è, come dire, immagazzinare informazioni leggendo, ma creare informazioni, cioè il rapporto si inverte.

Infatti io sono dell'idea che i buoni libri, e lo dico da lettore, sono quelli che mi consentono di avere uno spazio in cui creare la mia storia leggendo.

E in effetti devo dire che Nina riesce ad arrivare al piacere delle storie anche perché non è da sola.

E quindi a volte mi chiedo se il nodo non stia proprio qui, cioè i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di qualcuno che li accompagni alla scoperta delle storie o che dia perlomeno il buon esempio?

Eh, io non penso che sia molto utile accompagnare troppo i bambini nella lettura.

Anche la presenza-- sì, a volte i bambini vogliono la presenza di un genitore che magari racconta la storia e questo va benissimo, è una cosa meravigliosa, lo dico per esperienza personale di, di, di quando ero piccolo e amavo ascoltare le storie raccontate per esempio da mia madre, che era una grande affabulatrice.

Però è anche bello sapere che quel territorio è tutto tuo e in quel territorio ci entri solo tu.

Ecco, questa dimensione proprio privata, intima del racconto silenzioso che una storia genera è un patrimonio che non va speso in maniera, come dire, con leggerezza.

Poi le storie sono tutte delle storie misteriose, anche quelle meno misteriose, se siamo capaci di entrarci, ecco.
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